Obbligo di test per i dipendenti non vaccinati?

Autore:  Adrian Weibel Pubblicato 24 Agosto 2021
Mascherina blu appoggiata su un laptop, con uno stetoscopio accanto.

«Una delle mie dipendenti non è vaccinata, ma deve collaborare a eventi ai quali sono ammesse solo le persone in possesso di un certificato COVID. Possiamo esigerе che si sottoponga a un test prima di tali eventi e dovremo sostenere i costi di questi test a partire da ottobre 2021?»


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In linea di principio, l’obbligo di sottoporsi a un test è ammesso soltanto per i collaboratori che, nello svolgimento della loro attività, entrano in contatto con persone particolarmente vulnerabili. È questo, ad esempio, il caso del personale sanitario di un ospedale o di una casa per anziani e di cura (EMS). Poiché i partecipanti agli eventi sono vaccinati, guariti o sottoposti a test, si può ritenere che il rischio sanitario sia limitato. Un obbligo di test per il personale che collabora a tali eventi sarebbe pertanto difficilmente appropriato. Come nel caso dell’obbligo di vaccinazione, la tutela della personalità dei collaboratori prevale sull’interesse operativo del datore di lavoro.

Poiché i test sarebbero diventati a pagamento a partire dal 1° ottobre 2021, il datore di lavoro avrebbe dovuto assumersi direttamente i costi dei test effettuati su base volontaria.

Secondo l’UFSP, i dipendenti che lavorano durante eventi per i quali è obbligatorio il certificato e che entrano in contatto con gli ospiti sul posto devono essere tutti in possesso di un certificato oppure indossare tutti una mascherina all’interno. Il gestore o l’organizzatore deve garantire l’attuazione di una delle due opzioni.

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Le informazioni e le dichiarazioni pubblicate sopra non costituiscono una consulenza legale e non sostituiscono una consulenza specifica relativa a un singolo caso concreto.

Ritratto di Adrian Weibel
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Adrian Weibel

Capo consulenza giuridica | Avvocato