Minaccia di licenziamento con esonero dall’obbligo di lavorare
Autore: Christiane Tureczek Pubblicato 28 Ottobre 2019
"Sono inabile al lavoro per malattia e il mio datore di lavoro mi ha comunicato che mi esonera con effetto immediato dall’obbligo di lavorare e che ha deciso di licenziarmi non appena possibile. Che cosa significa esattamente?"
Poiché siete inabile al lavoro per malattia, vi trovate attualmente ancora nel periodo di protezione dal licenziamento previsto dall’art. 336c CO. Il periodo di protezione è di massimo 30 giorni di calendario durante il primo anno di servizio, di 90 giorni dal 2° al 5° anno di servizio e di 180 giorni a partire dal 6° anno di servizio.
Durante questo periodo, il termine di disdetta è sospeso. Un licenziamento pronunciato durante tale periodo non produce alcun effetto giuridico e deve essere nuovamente pronunciato dopo la scadenza del periodo di protezione. L’annuncio del licenziamento non costituisce quindi ancora un licenziamento: informa semplicemente il lavoratore dell’intenzione del datore di lavoro di licenziarlo dopo la scadenza del periodo di protezione.
L’esonero dall’obbligo di lavorare costituisce una rinuncia unilaterale del datore di lavoro alla prestazione lavorativa e può quindi, di norma, essere disposto anche contro l’espresso consenso del lavoratore. Il datore di lavoro vi esonera così dall’obbligo di lavorare, senza che venga meno il vostro diritto al salario. Occorre tuttavia tenere presente che gli obblighi accessori, quali l’obbligo di fedeltà e di restituzione, continuano a sussistere.
Durante il periodo di esonero, avete diritto al salario integrale, comprese eventuali partecipazioni al fatturato o agli utili, le indennità forfettarie mensili per le spese e l’utilizzo di un eventuale veicolo aziendale che può essere utilizzato anche a titolo privato. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, durante il periodo di esonero le vacanze devono essere prese anche senza un’esplicita disposizione del datore di lavoro, salvo che vi sia un’incapacità a prendere le vacanze certificata da un medico.
Per contro, salvo abuso di diritto, durante il periodo di esonero il lavoratore non può essere obbligato, contro la propria volontà, a compensare le ore supplementari.
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