Il mio purpose: una moda passeggera o la strada verso una maggiore soddisfazione?
Autore: Jürg Eggenberger Pubblicato 18 Febbraio 2025
Molte persone cercano un senso più profondo nel proprio lavoro. L’importanza attribuita al purpose e alla sostenibilità nel mondo del lavoro sembra riflettere un interesse crescente per la ricerca di senso e per i valori. Ma non si tratta forse piuttosto di un problema di lusso della nostra società, caratterizzata da una situazione economica stabile e da un elevato livello di benessere? Quando parliamo di ricerca di senso, non intendiamo forse in realtà la realizzazione personale, che può presentare tratti anche narcisistici ed egoistici?
È un dato di fatto che la ricerca del senso della vita interessasse già gli antichi Greci. Aristotele (384-322 a.C.) sviluppò un’ampia riflessione etica basata sull’idea di una «vita buona». Era convinto che la ricerca della virtù e lo sviluppo delle nostre capacità uniche costituissero il senso della vita.
Che cos’è il senso?
Il termine «senso» si riferisce all’essenza della propria esistenza, al «perché» che sta dietro alle nostre azioni. Il senso nasce quando comprendiamo le connessioni, disponiamo delle risorse necessarie per agire in prima persona e abbiamo la sensazione che ciò che facciamo sia significativo.
Il medico e psichiatra Viktor Frankl, sopravvissuto all’Olocausto, sottolineava l’importanza della ricerca di senso in relazione alla responsabilità per la propria vita. Per trovare un senso nella propria vita, è necessario assumersi delle responsabilità e contribuire attivamente a darle forma.
Anche nel contesto della leadership, la questione