Generazione Y – desidera flessibilità

Autore:  Adrian Weibel Pubblicato 27 Novembre 2015
Orologio dorato alla parete.

I dipendenti della Generazione Y si distinguono per una formazione sempre più approfondita, uno stile di vita orientato alla tecnologia e un crescente desiderio di condizioni di lavoro flessibili. Quali possibilità offre il diritto del lavoro?


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Lavoro a tempo parziale o job sharing, home office e pause: la flessibilità rappresenta il modello di lavoro del futuro. In primo luogo, la flessibilità è offerta dal lavoro a tempo parziale o dal job sharing. Nel 2012, circa un terzo dei lavoratori lavorava a tempo parziale. Mentre circa il 59% delle donne lavorava a tempo parziale, la percentuale degli uomini era di appena il 14%. A quali aspetti giuridici dovete prestare attenzione se lavorate a tempo parziale?

Modelli di lavoro del futuro

Se lavorate regolarmente a tempo parziale, il datore di lavoro non può compensare le ferie o la continuazione del pagamento dello stipendio in caso di malattia mediante un supplemento sul salario orario. Avete diritto al pagamento di tali prestazioni da parte del datore di lavoro durante le ferie o in caso di malattia. Come i lavoratori a tempo pieno, avete diritto complessivamente a quattro o cinque settimane di ferie per anno civile, e non a un periodo ridotto in proporzione al grado di occupazione.

Per legge, il periodo di prova è di un mese e può essere prorogato al massimo fino a tre mesi. Se il datore di lavoro disdice il vostro rapporto di lavoro a tempo parziale, deve rispettare gli stessi termini di disdetta previsti per un rapporto a tempo pieno.

Per il job sharing, è importante sapere se avete l’obbligo di sostituire l’altra persona che condivide il posto di lavoro in caso di sua assenza («job pairing»). Se non sussiste tale obbligo, si parla di «job splitting». Tuttavia, se non è stato stabilito nulla per contratto, in linea di principio, data la particolare natura del job sharing, sussiste un obbligo di sostituzione.

Se vi ammalate o siete in ferie durante il periodo di lavoro previsto, il datore di lavoro deve continuare a versarvi lo stipendio. Se non riuscite a trovare un accordo con l’altra persona che condivide il posto di lavoro sulla ripartizione dell’orario di lavoro, il datore di lavoro è autorizzato a impartire le relative istruzioni.

Congedo sabbatico – prendersi una pausa

La legge non prevede un diritto al congedo non retribuito, comunemente chiamato congedo sabbatico, ad eccezione del congedo giovanile extrascolastico ai sensi dell’art. 329e CO. Informatevi se il vostro datore di lavoro autorizza congedi sabbatici e quali modelli propone.

Durante il congedo non retribuito, il rapporto di lavoro rimane in essere. Il congedo sabbatico non incide quindi sui vostri diritti legati agli anni di servizio, ad esempio sui termini di disdetta. Durante il congedo non retribuito non avete naturalmente diritto allo stipendio e, di conseguenza, neppure alla continuazione del pagamento dello stipendio o alle indennità giornaliere in caso di malattia o infortunio.

Per evitare lacune contributive nell’AVS, dovreste versare i contributi AVS in qualità di persone senza attività lucrativa. Informatevi inoltre presso la vostra cassa pensione se potete rimanere assicurati durante il congedo e se potete versare volontariamente i contributi del datore di lavoro e del dipendente per evitare una riduzione delle prestazioni.

Tenete inoltre presente che, in caso di congedo sabbatico superiore a dodici mesi, il periodo contributivo richiesto per l’assicurazione contro la disoccupazione non è più soddisfatto e il diritto alle indennità giornaliere decade. Per quanto riguarda l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, rimanete assicurati per 30 giorni. Con un’assicurazione mediante convenzione potete prolungare, a vostre spese, l’assicurazione contro gli infortuni non professionali per un massimo di 180 giorni, sulla base del vostro stipendio attuale.

Se il vostro datore di lavoro ha stipulato per voi un’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia e non esiste un accordo specifico, dovreste verificare nelle condizioni assicurative se e in quale forma siete coperti durante il congedo sabbatico.

A cosa bisogna prestare attenzione quando si lavora da casa?

La Generazione Y è cresciuta in un ambiente caratterizzato da Internet e dalla comunicazione mobile ed è quindi abituata alla mobilità e alla flessibilità digitale. Ciò spiega anche il crescente desiderio di lavorare da casa. Dal punto di vista giuridico, occorre tuttavia tenere conto di alcune particolarità.

Chiedete al vostro datore di lavoro se al lavoro da casa si applicano le normali disposizioni del contratto di lavoro oppure le disposizioni particolari sul contratto di lavoro a domicilio (art. 351 segg. CO) o della legge sul lavoro a domicilio. Nel caso delle attività legate all’informatica, generalmente non si tratta di lavoro a domicilio ai sensi della legge, poiché spesso manca il processo «consegna del lavoro – esecuzione – restituzione del prodotto», necessario per il contratto di lavoro a domicilio.

Se lavorate come lavoratore a domicilio, avete il diritto di conoscere in anticipo dal datore di lavoro le condizioni di lavoro e il tempo indicativo, ossia il tempo medio necessario per la produzione. Il datore di lavoro deve ritirare il prodotto del lavoro presso di voi e ne assume anche il rischio, in particolare per il lavoro al computer, quando il prodotto viene consegnato mediante trasmissione di dati. Il datore di lavoro è inoltre tenuto a verificare il prodotto del lavoro e a comunicare eventuali difetti entro una settimana dalla consegna. Se omette di segnalare tempestivamente i difetti, il lavoro si considera accettato.

Per qualsiasi questione giuridica o controversia, il servizio giuridico di Swiss Leaders è a disposizione dei soci per consulenza e assistenza.

Le informazioni e le dichiarazioni pubblicate sopra non costituiscono una consulenza legale e non sostituiscono una consulenza specifica relativa a un singolo caso concreto.

Ritratto di Adrian Weibel
Autore

Adrian Weibel

Capo consulenza giuridica | Avvocato