Il mio datore può cambiare cassa pensioni senza il mio consenso?

Autore:  Christiane Tureczek Pubblicato 14 Agosto 2018
Persona di spalle alla scrivania con le mani dietro la testa.

"E se il cambiamento comportasse notevoli svantaggi per la mia previdenza per la vecchiaia? Cosa succede se manca completamente il consenso dei lavoratori o della loro rappresentanza?"


Condividi

Consenso

L’art. 11 cpv. 3 LPP e la legge sulla partecipazione (LP), in vigore dal 1° maggio 1994, prevedono espressamente che la disdetta dell’affiliazione esistente a un istituto di previdenza e la nuova affiliazione a un altro istituto di previdenza da parte del datore di lavoro debbano avvenire «con il consenso del personale o dell’eventuale rappresentanza dei lavoratori».

Tuttavia, il concetto di «consenso» non è stato finora disciplinato. L’UFAS (Ufficio federale delle assicurazioni sociali) riteneva sufficiente il consenso dei membri dell’organo paritetico – composto in parti uguali da rappresentanti del datore di lavoro e dei lavoratori – purché quest’ultimo fosse adeguatamente informato dei motivi della disdetta e informasse a sua volta gli assicurati in modo appropriato sul cambiamento.

Nel dibattito parlamentare sulla revisione della LPP si è tuttavia affermata la posizione secondo cui è necessario «il consenso esplicito dei lavoratori stessi o della loro rappresentanza». La dottrina concorda invece sul fatto che questi diritti di partecipazione non costituiscono diritti individuali dei singoli lavoratori: è sufficiente il consenso della maggioranza.

Approvazione

Anche i requisiti relativi a questo «consenso esplicito» – maggioranza semplice o qualificata – non sono stati precisati. È inoltre rimasta aperta la questione delle conseguenze per il datore di lavoro che ometta di ottenere il consenso esplicito del lavoratore o dei lavoratori.

Se la mancata acquisizione del consenso dovesse comportare la nullità dell’affiliazione al nuovo istituto di previdenza, il datore di lavoro sarebbe responsabile nei confronti dei lavoratori per le prestazioni previdenziali mancanti. Poiché i diritti di partecipazione sono considerati subordinati rispetto alla necessità di garantire la copertura previdenziale, al datore di lavoro è stata pertanto concessa la possibilità di affiliarsi provvisoriamente a un nuovo istituto di previdenza e ottenere il consenso del personale in un secondo momento.

La totale mancanza del consenso dei lavoratori o della loro rappresentanza comporta quindi per il datore di lavoro il rischio di notevoli conseguenze finanziarie qualora i lavoratori subiscano un danno a causa della mancata acquisizione del consenso.

Per qualsiasi questione giuridica o controversia, il servizio giuridico di Swiss Leaders è a disposizione dei suoi soci per offrire consulenza e supporto.

Le informazioni e le dichiarazioni pubblicate sopra non costituiscono una consulenza legale e non sostituiscono una consulenza specifica relativa a un caso concreto.

Autore

Christiane Tureczek

Avvocata